Quando l’acqua in bottiglia può essere etica

Bottiglie biodegradabili e pubblicità comparativa: i segreti dell’acqua Sant’Anna di Vinadio

Quella dell’Acqua Sant’Anna è la storia di Davide contro Golia. Una storia di innovazione e di design. E’ la storia dell’azienda Fonti di Vinadio S.p.A che, con il marchio Sant’Anna, è leader in Italia del settore delle acque minerali. Un prodotto di qualità che si è rinnovato nel tempo portando il brand piemontese ai vertici del mercato italiano. Il marchio nasce nel 1996 per opera di Alberto Bertone, Presidente ed Amministratore Delegato dell’azienda cuneese, che in pochi anni ha scalato il mercato.

acqua sant'anna

Nato a Torino nel 1966, dopo essersi laureato in Scienze Politiche in indirizzo economico Bertone ha iniziato la sua carriera imprenditoriale collaborando con il papà Giuseppe nella gestione delle attività di famiglia.

Dagli Anni Cinquanta, infatti, il Gruppo Bertone opera nel settore dell’edilizia residenziale ed industriale.“Il settore edile – spiega Alberto Bertone – non è più come quello di una volta dove la gente acquistava la seconda o anche la terza casa. Dopo aver conseguito il Master in Pianificazione del Mercato Immobiliare al Politecnico di Torino è nata in me l’esigenza di creare qualcosa di mio, di diverso da ciò che faceva la mia famiglia. La ricetta del nostro successo parte dal prodotto che è un prodotto unico con determinate caratteristiche che abbiamo voluto cercare di valorizzarle. E poi l’altro aspetto è quello di non mollare mai perché le difficoltà che abbiamo incontrato sono tante, soprattutto all’inizio quando si entra in un settore di cui non si conosce niente. Non nascondo che di fronte alle altre acque prodotte dalle multinazionali abbiamo rischiato più volte di soccombere ma non abbiamo mai mollato. Questa acqua – prosegue il titolare dell’azienda con sede a Vinadio

Lo stabilimento di Acqua Sant’Anna situato a Vinadio (CN)

– ha la peculiarità di essere una delle acque più leggere al mondo, di sgorgare dai 2200 metri ai 1500 metri in luogo sulle Alpi Marittime lontano dall’inquinamento. Riusciamo a distribuire acqua dalla sera alla mattina. E questo lo facciamo grazie attraverso il trasporto ferroviario e marittimo, decisamente più ecologici rispetto ai tradizionali automezzi. Con questi magazzini viaggianti riusciamo ad essere efficienti sul mercato e questo fa la differenza. Siamo stati tra i primi a movimentare la merce con il treno e abbiamo creato dei magazzini raccordati con le ferrovie e per questo riusciamo a distribuire l’acqua fresca in tutta Italia”.

Il successo dell’azienda, raccontato oggi nel libro “I custodi della sorgente”, passa attraverso nuovi prodotti, stabilimenti tecnologici e salvaguardia dell’ambiente: “Da oltre 10 anni abbiamo delle bottiglie bio che una volta usate si gettano nell’umido e sono fatte di zucchero vegetale senza utilizzare una goccia di petrolio. Conservano le stesse caratteristiche di quelle in plastica con la differenza però che si dissolvono dopo l’uso in meno di 80 giorni nel compost”.

Acqua Sant’Anna, inoltre, è stato uno dei primi marchi italiani che abbia utilizzato la pubblicità comparativa.

La sorgente da cui sgorga l’Acqua Sant’Anna

Questo tipo di promozione consiste nel creare degli spot o degli annunci pubblicitari che propongano un confronto diretto tra i propri prodotti e quelli dei concorrenti: “Essendo entrati sul mercato nel 1997 quando le multinazionali occupavano già a grandi forze il mercato – spiega Bertone – avevamo bisogno di un’idea forte e coraggiosa per riuscire a farci strada. E’ stata come una battaglia tra Davide contro Golia ma abbiamo puntato sulla qualità della nostra acqua e siamo riusciti ad ottenere degli eccellenti risultati”.

Il successo del marchio Sant’Anna è anche quello di non fermarsi soltanto all’acqua ma di aprirsi anche verso altri prodotti: “Un’azienda non può fermarsi – racconta l’imprenditore – ma deve rinnovarsi continuamente e così ci siamo aperti verso nuovi mercati. Ad esempio il tè, visto che si fa con l’acqua ci abbiamo provato. Poi abbiamo iniziato con i succhi partendo inizialmente solo dalla frutta della provincia di Cuneo. Ma guardando l’andamento del mercato abbiamo poi accelerato. Non va poi dimenticata la linea Karma. Sono dei mix di frutta e di verdura. Lo abbiamo lanciato e abbiamo avuto subito degli ottimi risultati. Ogni anno l’azienda cresce del 20% e non abbiamo intenzione di fermarci”.

La peculiarità dell’azienda è anche quella di cercare di intercettare le esigenze del consumatore: “Abbiamo i social network, nella nostra pagina Facebook dove gli utenti commentano e consigliano. Ma le idee, però, arrivano anche dalla vita di tutti i giorni. Passo tanto tempo nella grande distribuzione. Nei supermercati si imparano tante cose. A volte le indicazioni arrivano anche nella maniera più disparata. Ad esempio un amico che va a correre ogni giorno mi ha raccontato che si prepara un succo a base di zenzero e limone. Mi è sembrata un’idea innovativa ed al passo con i tempi e così abbiamo iniziato a produrre anche quella bevanda”. 

 

 

 

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