Brevettare un’idea

La storia di Paolo Valente, il torinese che vuole inseguire il Sole

Dietro un semplice brevetto commerciale c’è molto di più: storie di ingegno, amicizia, rischio e paura di fallire. Storie da raccontare.

Lo statunitense inventore della lampadina Thomas A. Edison aveva ben chiaro cosa significasse avere un’intuizione innovativa: “Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica”, ipsa dixit. È proprio a questo che serve il sistema di attestazione dei Brevetti: garantire la priorità e il diritto esclusivo di sfruttamento industriale di un’invenzione. Così anche il trentatreenne Paolo Valente, torinese padre del sistema di inseguimento solare FNX, ha deciso di proteggere la sua creazione: «Ho studiato per anni Scienze dei Materiali e ora lavoro nell’impresa di famiglia, che commercia materiali edilizi. Insomma, ho sempre amato “costruire”» racconta. «Per dare vita a questo progetto mi sono totalmente autofinanziato, comprandomi anche una personale stampante 3D

FNX è un inseguitore solare mobile brevettato, che grazie ad una rotaia orienta perpendicolarmente al Sole un qualsiasi dispositivo di conversione dell’energia: un concentratore solare, un pannello termico oppure fotovoltaico. Questi tre apparecchi assorbono i raggi del Sole trasformandoli in calore ed energia elettrica: «Mi sono accorto che i sistemi già esistenti hanno tutti una caratteristica in comune: sono statici, la loro struttura è vincolata da un unico palo fisso, a cui tramite uno snodo vengono collegati concentratori e pannelli. In questo modo possono essere inseriti solo su superfici pianeggianti». Così ha deciso di ovviare al problema: «Ho inventato FNX, sistema in cui anziché esserci un singolo palo di sostegno vi è una rotaia. Grazie al fattore mobilità i vari sistemi di conversione dell’energia lavorano meglio ed hanno un maggiore campo d’impiego, perché possono essere installati anche su superfici inclinate».

Il movimento che viene a crearsi viene denominato “inseguimento tangenziale”, in quanto orienta tangenzialmente al centro un generico sistema di conversione energetica. In sostanza, viene fornita con maggiore facilità energia pulita a 0 impatto ambientale: «Volevo fare qualcosa che, oltre ad essere utile agli ingegneri sul lavoro, fosse anche applicabile su un qualsiasi prefabbricato o spazio vissuto». Come molti altri creativi Valente ha cercato di brevettare non solo un’idea, ma insieme ad essa anche la propria visione Romantica del mondo. FNX è infatti personalizzabile: «Ho cercato di unire ciò che è utile a ciò che è esteticamente bello. Questa è stata una sfida!». Perché battezzare un inseguitore solare “FNX”? «FNX vuol dire tutto e nulla: è un nome astratto, che rappresenta i miei familiari, gli amici e tutte le altre persone che hanno creduto in me supportandomi».

Alessandra Leo

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