Il Crowdfunding, l’imprenditoria accessibile per internettologi

Quando il Web sorpassa i tradizionali e monolitici enti finanziari

Una forma di finanziamento popolare, in ogni senso possibile. È il crowdfunding la nuova frontiera degli investitori 2.0, popolare per una doppia ragione: i capitali appartengono alla folla o crowd e inoltre – secondo le stime dello Starteed Journal, aggiornate nel gennaio 2017 – ha visto le piattaforme italiane raccogliere finora oltre 91 milioni di euro. Un dato imponente, foriero di una verità alquanto sconcertante: i tradizionali sistemi di credito non sempre sono in grado di percepire il valore di un’idea o fiutare il potenziale di un’iniziativa vincente.

Il crowdfunding, sistema maggiormente flessibile e concorrenziale, si declina in quattro modelli atti a soddisfare ogni tipo di investitore: donation-based – tipico di organizzazioni non profit ed enti a scopo sociale, in cui l’imprenditore è sostanzialmente mosso dalla generosità. Reward-based – che remunera il crowdfunder in maniera simbolica, rendendolo membro attivo del progetto appoggiato. Lending-based – per prestiti tra privati, effettuati senza ricorrere ad intermediari. Infine equity-based – deputato all’acquisto di quote delle start-up.

Ma cosa giustifica il tramonto dei tradizionali enti finanziari, che da secoli costellano il territorio italiano ed internazionale?

In principio fu la crisi del 2008 che con i suoi subprime insoluti ha messo in ginocchio il modus operandi classico dei paesi occidentali industrializzati. Questo fenomeno di eccessiva speculazione ha portato Banche e Finanziarie a concedere un numero immoderato di prestiti ad alto rischio che, in quanto tali, non stati ripagati. Istituti di credito sul lastrico, piccole e medie imprese con le saracinesche abbassate, imprenditori soffocati dai debiti: in questo scenario difficile è nata la necessità di plasmare nuove modalità per l’investimento dei capitali, più sicure ed immediate.

Ecco come gli storici enti finanziari, da troppo tempo fossilizzati in una sorta di Paleolitico monetario, rischiano di venire surclassati dal Web con il suo asset più competitivo: la capacità di dare voce all’inventiva degli utenti; creando al contempo una rete di ascolto. Una rete pronta a mettere in gioco sé stessa ed i propri capitali, come rivelano i dati aggiornati ad inizio anno: in Italia hanno visto la luce oltre 14.300 progetti. Una stima positiva, che tiene conto soltanto dei programmi realmente concretizzatisi e tuttora funzionanti.

Come un abile uomo d’affari, il Web ha saputo realizzare ed infine monetizzare la vocazione imprenditoriale dell’Uomo. Da sempre costruttore di strumenti utili alla sopravvivenza, la sua capacità inventiva costituisce il cuore pulsante dell’Imprenditoria; generando Benessere per sé stesso e gli altri individui. Nel suo ruolo di tramite, il crowdfunding provvede a procurare il capitale necessario: ecco perché, con la sua crescita del +35% rispetto all’ultimo semestre del 2016, si presta a diventare il futuro dell’investment and finance.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

<!-- End Google Tag Manager (noscript) --
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: