Settantadue anni di storia Snaidero

Cucine Made in Italy del Dopoguerra al design smart ed etico

È in un’Italia devastata dalla guerra quella in cui Rino Snaidero, visionario imprenditore friulano, avvia il suo laboratorio artigianale scrivendo le prime righe della storia di Snaidero, azienda testimonial del Made in Italy in tutto il mondo. Dal 1946 il gruppo, attualmente capitanato dal presidente e AD Edi Snaidero, ha visto il suo core business evolversi e adattarsi alle esigenze dei tempi senza rinunciare all’italianità che caratterizza il marchio: una scelta altamente strategica, che di recente ha visto la società rifiutare una consistente offerta di una multinazionale cinese in favore della tricolore DeA Capital.

Le radici del brand affondano nell’industrialismo dell’immediato dopoguerra quando, in un clima di cauto ottimismo, Rino Snaidero avvia a Majano la sua officina con 16 dipendenti: fabbrica mobili per radio e da bar, persino serramenti, per rispondere alla domanda di un paese che dopo il veleno del fascismo inizia a investire sulle velleità.

È in questo scenario che le mode dell’Oltreoceano iniziano a contagiare prima il Mezzogiorno e poi il nord: le classiche cucine monoblocco lasciano spazio a quelle modulari, che modificano il look dello spazio tradizionalmente dedicato alle massaie. Snaidero specializza così la sua produzione e nel 1959 si trasforma nella “Rino Snaidero & C.”, produttrice di cucine industriali, trasferendosi in un vecchio terreno agricolo che oggigiorno è conosciuto come viale Rino Snaidero Cavaliere del Lavoro.

Gloria

È durante la ripresa economica degli anni 60 che fa capolino il manufatto “Gloria”. Il nome femminile vuole celebrare il nuovo ruolo della donna: non più unicamente angelo del focolare ma anche un’indipendente lavoratrice, che per anni ha sostituito l’uomo impiegato al fronte trainando l’economia del paese. “Gloria” è la prima cucina componibile prodotta da Snaidero, in legno laccato poliestere.

Old America

Dopo di lei, divenuta protagonista di uno dei primi spot televisivi in bianco e nero, arriva “Old America”: sulle note di Tu vuò fà l’americano l’Italia è contagiata dall’american way of life, così anche la nuova cucina spopola all’interno delle case. Punta di diamante della collezione Snaidero resta però “Spazio Vivo”, concepito dall’architetto e designer Virginio Forchiassin nel 1968. Il concept scelto non si è mai visto prima: fornelli e lavello sono raggruppati in un’unica isola chiamata “central bloch”. “Spazio Vivo” entra di diritto a fare parte della collezione permanente del MoMa di New York, raccontando della neonata funzione affettiva della cucina. Trasformatasi un luogo in cui non solo si cucina e mangia, ma si interagisce attivamente, la nuova cucina modulabile abbandona il legno e il marmo accogliendo la più pratica formica.

Spazio vivo al MOMA

Non solo: Snaidero diventa una delle prime aziende-clienti del cosiddetto “triangolo della sedia”, distretto industriale del Friuli Venezia-Giulia che negli anni Settanta fornisce sedute e tavoli abbinati alle nuove cucine. È un ventennio improntato all’internazionalizzazione e alla diversificazione quello che segue gli anni del ritrovato benessere economico: Snaidero espande i suoi stabilimenti nel resto dell’Europa (Croazia, Francia e per ultima Germania) e si cimenta nella sponsorizzazione della “Snaidero Basket”, per cui sceglierà il colore arancione, rappresentativo del brand.

Le collaborazioni del marchio si fanno sempre più multidisciplinari per inseguire i trend di una società sempre meno “funzionale” e sempre più devota alla bellezza estetica: Il nuovo modello “Kaila” è ispirato alla donna in carriera che veste Armani, Ferrè e ama il Made in Italy. Le sue linee sono di una precisione sartoriale, giocano con le figure geometriche più che sui colori, che diventano i veri protagonisti nel 1986 con “Krios”, la cui vera innovazione consiste in un sistema di verniciatura del legno con composti a base di resine. Le star della disco music promuovono la cultura dei colori fluo e il design replica questa corrente di pensiero, che muta leggermente nel nuovo millennio.

Kaila

Il Duemila apporta allo stile delle cucine Snaidero una delle novità che l’AD Edi Snaidero e il fratello Roberto ritengono tra le più significative: l’adattamento delle strutture al concetto di Design for all, che vede nascere “Skyline lab”. La cucina risponde alle necessità pratiche di persone diversamente abili e viene supportata dall’integrazione di dispositivi tecnologici, atti a migliorare la qualità della vita. Ad oggi le cucine Snaidero tentano di evolversi verso un mood sempre più smart ed etico, rendendo personalizzata (e personalizzabile) non solo la forma ma anche il contenuto degli arredamenti.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

<!-- End Google Tag Manager (noscript) --
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: