Turismo, i nuovi volti della professione

Il turismo si adegua e richiede professionisti con competenze sempre più specifiche. Ecco come nascono le nuove leve dell’industria turistica

Che il turismo fosse la perla nera dell’economia italiana, i dati Istat lo avevano già rivelato. Solo nello scorso anno, le strutture ricettive ufficiali italiane hanno registrato 122 milioni di arrivi, con più di 427 milioni di presenze totali. E a recepirlo sono in primis le scuole che stanno via via organizzando corsi di specializzazione per formare nuovi professionisti del turismo. Un esempio la prima edizione del corso di Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici organizzato dall’ente di formazione CIOFS FP Santa Teresa di Chieri. I pionieri sono 18 studenti che hanno capito su cosa sia meglio puntare: l’enogastronomia.
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Gli studenti del corso posano per una foto “alternativa”

I numeri del Primo rapporto sul Turismo Enogastronomico, edito da Roberta Garibaldi (responsabile del Tourism Lab dell’Università degli Studi di Bergamo) dà loro ragione: il 30% dei turisti arriva nella penisola per mangiare e bere all’italiana. Diventa dunque fondamentale specializzarsi nella gestione delle risorse, opportunità ed eventi culturali del territorio, come raccontano i corsisti dell’istituto Santa Teresa. Che hanno da poco svolto le prove di verifica finali: «È andata bene, sono soddisfatta di quello che ho imparato qui» commenta Monica Lo Verde, 22 anni. «In più il Molino Fasano, l’azienda in cui ho svolto lo stage, ha deciso di realizzare il mio project work, che prevede un programma di promozione dedicato alle farine locali. Ne sono molto contenta» chiosa.

Partito lo scorso novembre, il corso prevede 400 ore di formazione teorica e altre 400 di stage in azienda: «Il corso ha visto il supporto di diverse aziende, tra cui agenzie turistiche, imprese enogastronomiche albesi e chieresi – fa una panoramica suor Monica Roncari direttrice dell’Istituto – Hanno partecipato anche alcune realtà produttrici di eccellenze culinarie della Città».
Grazie alla partnership con la scuola Norberto Bobbio di Carignano, l’azienda vitivinicola Balbiano e il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università di Torino, i docenti hanno potuto approfondire i temi cardine della moderna scienza dell’industria turistica.
«Ho constatato una grande varietà degli insegnamenti. Abbiamo parlato della storia e della psicologia del turismo, ma anche di analisi della contabilità e di marketing territoriale» aggiunge Alessia Perrone, 38 anni. Perrone ha scelto di rimettersi a studiare per riqualificarsi professionalmente, come molti altri iscritti che, proprio come lei, hanno scelto di frequentare il corso per arricchire il proprio curriculum vitae.
turismo santa teresa chieri 2Se qualcuno ha dovuto “rimettersi sui banchi” dopo anni, qualcun’altro i banchi di scuola li ha abbandonati da poco tempo. Elisabetta Borca, Luca Patruno e Marika Ferrigno hanno poco più di 18 anni e provengono rispettivamente dall’alberghiero Carlo Ubertini di Chivasso, dal liceo Regina Margherita di Torino e dall’istituto professionale castelnovese Pietro Andriano. La loro preoccupazione per il futuro? Principalmente quella di non riuscire a trovare lavoro, ma non solo. «Molte nozioni di tipo pratico apprese in questi mesi mi torneranno davvero utili» riflette Patruno, che fa parte della consulta giovani Carmagnolese e vorrebbe applicare “in casa” il know-how acquisito.
Il background degli studenti del corso è vario, c’è chi è una guida turistica abilitata, chi  possiede già una laurea e chi ha una qualifica ben lontana dall’ambito del turismo. Ad esempio la 34enne Marianna Attanasi che racconta «Sono un tecnico di laboratorio, ma ho deciso comunque di mettermi in gioco in questa esperienza, credo possa comunque essere opportunità per nuovi sbocchi lavorativi».
Secondo Roncati, questa pluralità di professioni e aspettative non ha pregiudicato la riuscita del corso, ma è stata anzi un fattore di arricchimento, in piena armonia con la natura multidisciplinare mondo turistico. Conclude: «Il settore enogastronomico è il vero settore trainante dell’economia locale, perciò è necessario professionalizzare figure specifiche, in granturismo chierido di valorizzare in maniera adeguata le peculiarità del territorio. Per questo stiamo già pensando a una seconda edizione del corso».

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