Il tempo delle mele e dei bilanci

Il frutto dell’autunno riprende il suo posto sulla tavola del 2018

Quando l’autunno porta sulle tavole le prime mele nostrane, per le aziende agricole italiane è già tempo di bilanci. Bilanci che, per questo 2018, fanno trarre ai produttori un sospiro di sollievo. Secondo il resoconto fornito da Coldiretti, basato sui dati dell’associazione Assomela, si stima infatti una crescita produttiva rispetto all’anno passato, che sfiora in 2,2 milioni di tonnellate di mele raccolte. Il segnale positivo non cancella però il calo produttivo del -6% rispetto all’ultimo triennio.

La produzione di mele è condizionata da diversi fattori, in primis quelli atmosferici.

La precedente stagione produttiva è stata segnata negativamente dalla siccità, che ha danneggiato quantitativamente e qualitativamente il raccolto. Ma quest’anno è andata meglio, anche se a “macchia di leopardo”: bombe d’acqua, grandinate e temporali localizzati hanno azzerato i raccolti di molti Comuni, risparmiandone altri, le cui aziende alimentari hanno gioito. Parliamo di quelle realtà che hanno fatto della frutticoltura il loro fulcro produttivo, produttrici di aceto di mele, confetture, succhi di frutta e altri derivati.

Campione di raccolta dei pomi è il Trentino Alto-Adige, che traina la ripresa del settore con 1 milione e mezzo di frutti marchiati Mela Alto Adige IGP. Seguono il Veneto con 217mila tonnellate e il Piemonte, che di tonnellate ne conta 193mila. La più colpita dal maltempo è stata la Lombardia, dove si registrano cali fino al 60% nei frutteti dell’alta Valtellina. A livello nazionale, l’Italia è seconda solo alla Polonia (4,5 milioni di tonnellate) e batte la Francia, sul gradino più basso del podio (1,5 milioni).

Focus mele e Piemonte, una storia che risale al Medioevo.

La relazione tra la produzione di mele e la terra piemontese nascerebbe nel Neolitico, ma i primi documenti ufficiali risalgono al periodo medievale. Testimonianze scritte rimandano al cartario dell’abbazia cistercense di Staffarda, in cui vengono citati i possedimenti di Pomarolo, presso Verzuolo. Anche se in Piemonte la coltura dei pomi non è mai stata distribuita in maniera uniforme, il 90% del raccolto proviene dalla zona pedemontana tra Torino e Cuneo. Le varietà sabaude più conosciute? Buras, Calvilla bianca, Carla, Dominici, Gamba fina lunga e piatta, Grigia torrigiana, Runsè.

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